Diciamolo subito: a Minorca non è difficile mangiare male, o meglio, mangiare “internazionale”: pizza, hamburger, paella pre-cotta, perché è quello che chiede la maggior parte dei turisti in alta stagione. Se vuoi davvero capire cosa si mangia sull’isola devi cercarla un po’, la cucina minorchina, e a volte anche pagarla il giusto. Si può mangiare anche molto bene sull’isola: qui trovi i piatti tipici per cui vale la pena fare uno sforzo in più, con qualche indicazione pratica su dove e quando mangiarli, non solo la lista da enciclopedia.
Minorca è una destinazione gastronomica che ti conquisterà, devi solo trovare il modo di evitare le trappole per turisti troppo palesi, ma in generale troverai cibo molto buono.
La caldereta de langosta: Il piatto tipico di Minorca per eccellenz
La caldereta de langosta è il piatto simbolo di Minorca, famoso in tutta la Spagna. Questa zuppa a base di aragosta, pomodoro, cipolla, aglio e spezie locali è un’esplosione di sapori del mare. Preparata tradizionalmente dai pescatori, oggi è servita nei migliori ristoranti dell’isola. La trovi soprattutto a Fornells, il villaggio famoso per questo piatto. Non è economica, ma vale ogni centesimo: è un’esperienza culinaria che non dimenticherai.
Sicuramente non è un piatto economico, ma ti suggerisco di provarla: non tornerai a Minorca domani e sarebbe un peccato lasciare l’isola di Minorca senza averlo assaggiato.
Non è un piatto che si prepara al momento: viene fatta il giorno prima, perché l’aragosta rilasci tutto il suo sapore nel brodo, e si serve con fette di pane tostato per inzupparlo.

La pesca dell’aragosta a Minorca è consentita solo da inizio primavera a fine agosto. Se la ordini fuori stagione, quello che ti arriva è pesce misto o aragosta congelata: non è una truffa (anche se onestamente, se ci vedo scritto “langosta” e poi non c’è la langosta, mi girano un po’….
I ristoranti seri te lo dicono chiaramente se chiedi.
Non aspettarti un piatto economico. Una vera caldereta con aragosta fresca costa 40-50 euro a persona, a volte anche di più, soprattutto nei ristoranti più rinomati di Fornells. Se vedi un menù turistico che la propone a 15-18 euro, molto probabilmente non è aragosta fresca dell’isola.
Prenota con un po’ di anticipo, specialmente in estate: nei ristoranti più conosciuti si esaurisce.
Caldereta de pescado y marisco
Se non è la stagione dell’aragosta non disperare, la zuppa di pesce e frutti di mare è un’ottima alternativa dal sapore anche più deciso di quella di aragosta.
Formaggio Mahón: il “ricordo” da comprare per il rientro
Il queso Mahón è un formaggio DOP a pasta dura di Minorca. Fatto con latte vaccino, prodotto in tutta l’isola con metodi che sono rimasti praticamente artigianali. Lo trovi fresco, semi-stagionato e stagionato e cambia parecchio da una versione all’altra: fresco è morbido e delicato, un po’ burroso; stagionato diventa più deciso, leggermente piccante. La crosta arancione tipica deriva dalla paprika con cui viene trattato.
Nei ristoranti te lo servono spesso come antipasto, a cubetti con un filo di miele, oppure fritto in crocchette. Se ti piace, il consiglio puoi comprarlo facilmente e pagarlo molto meno di quanto lo paghi al ristorante. Portatena un po’ a casa se hai spazio in valigia!

Sobrasada e altri insaccati: sapori autentici della tradizione minorchina
La sobrasada è un salume spalmabile a base di carne di maiale, sale, pepe e molta paprika, tipico di tutte le Baleari e molto presente anche a Minorca: mi è capitato infatti di mangiarlo varie volte anche a Maiorca. Colore rosso acceso, consistenza morbida, si spalma sul pane come fosse una crema. Insieme trovi spesso anche botifarra e camaiot: una sorta di salsiccia e un altro insaccato di maiale della tradizione locale, molto comuni a minorca (ma non tipicamente estivi).
La pomada e il gin di Minorca: la parte meno conosciuta
Questa è la cosa che sorprende di più chi arriva a Minorca aspettandosi solo pesce e formaggi, me incluso: onestamente non avevo idea che il gin fosse così rilevante sull’isola, forse anche perchè non sono un consumatore di cocktails e simili. L’isola ha una tradizione di gin che risale all’occupazione britannica del Settecento, quando gli inglesi portarono con sé l’usanza di distillarlo. Oggi la distilleria Xoriguer, a Mahón, lo produce ancora con lo stesso metodo tradizionale, ed è diventata di fatto un simbolo dell’isola tra tutti gli appassionati di gin.
Il modo in cui i minorchini lo bevono si chiama pomada: gin mescolato con limonata, semplice, fresco, poco alcolico nella percentuale. È la bevanda ufficiale delle feste patronali dell’isola, in particolare di Sant Joan a Ciutadella a giugno, dove si beve praticamente ovunque.
Non ho avuto l’accortezza di assaggiarlo durante il mio viaggio a Minorca, peccato. Lo farò sicuramente quando ci tornerò dato che tornare a Minorca è indubbiamente un desiderio forte.
Arroz de la tierra: Un piatto tipico di Minorca da non perdere
L’arroz de la tierra è una curiosità culinaria di Minorca. Nonostante il nome, non contiene riso: è preparato con grano triturato, cotto al forno con carne, patate e spezie. Questo piatto tradizionale è meno noto rispetto alla caldereta, ma rappresenta un autentico spaccato della cucina locale. Lo trovi nei ristoranti un po’ meno turistici.
Calamari ripieni alla Minorchina
Piatto tipico della cucina dell’isola, i calamari alla Minorchina sono ripieni di un impasto agliato molto saporito e serviti con una deliziosa salsa di cipolla e mandorle. Assolutamente da provare.
Bocadillos
Come in tutta la Spagna, non possono mancare i bocadillos (panini). Un’opzione che suggerisco per pranzi che non ti occuperanno troppo tempo e non ti appesantiranno troppo.
Perfettamente integrati nel tipico approccio essenziale al cibo che troverete sull’isola, i bocadillos fanno parte del menù di tutti i ristoranti.
Li ho voluti menzionare perché sono fatti con il pane tipico spagnolo e ingredienti freschi dell’isola: a me sono piaciuti tantissimo e sono stati una delle mie scelte costanti durante il mio viaggio a Minorca.

Dolci tipici di Minorca: Ensaimadas, pastissets e carquinyols
Minorca è famosa anche per i suoi dolci tradizionali. L’ensaimada, una soffice spirale di pasta dolce, è perfetta per colazione secondo gli standard italiani: la puoi trovare sia vuota che ripiena di marmellata di zucca.
I pastissets, piccoli biscotti a forma di fiore, sono un’altra specialità locale, spesso con mandorle o anice.
Non dimenticare i carquinyols, croccanti biscotti alle mandorle, che vengono mangiati spesso con caffè o con un liquore locale.
Salsa Maionese
Mi stai veramente suggerendo di mangiare la maionese a Minorca?
Assolutamente sì. Il motivo è molto semplice: questa salsa è nata proprio qui ed è stata poi importata in Francia ed esportata in tutto il mondo.
La salsa maionese, o “mahonesa” è una costante in molti piatti sull’isola e prende il suo nome proprio da Mahòn, la capitale e una delle due principali città di Minorca.
Dove mangiare a Minorca senza farsi fregare: Ristoranti e mercati per gustare i piatti tipici
Per assaporare i piatti tipici di Minorca, visita i mercati locali, come il Mercat des Peix a Mahón o il mercato di Ciutadella. Qui troverai prodotti freschi e autentici. Per una cena memorabile, scegli ristoranti specializzati in cucina locale, come Es Cranc a Fornells per la caldereta, o trattorie nelle zone rurali per provare l’arroz de la tierra.
Un paio di consigli pratici, più utili di qualunque lista di piatti: i mercati coperti (il Mercat des Peix a Mahón, il mercato di Ciutadella) sono il posto migliore per capire cosa è davvero di stagione e comprare formaggio, sobrasada e dolci a prezzi onesti. Se un ristorante ha il menù tradotto in cinque lingue con le foto dei piatti, probabilmente non è il posto dove mangerai la caldereta migliore della tua vita: non è una regola assoluta, ma funziona più spesso di quanto no. E se stai organizzando il resto del viaggio, trovi tutte le altre informazioni pratiche nella nostra guida completa all’isola di Minorca.
Minorca non è solo spiagge, trekking e natura: è anche una destinazione perfetta per i buongustai.
Domande Frequenti
In media tra 40 e 50 euro a persona nei ristoranti che la preparano con aragosta fresca, di più nei locali più rinomati di Fornells. Prezzi molto più bassi sono quasi sempre un segnale che non stai mangiando aragosta fresca dell’isola (questo non implica che mangerai male però).
La pesca dell’aragosta è consentita solo dalla primavera a fine agosto. Fuori da questo periodo, molti ristoranti la propongono comunque ma con pesce misto o aragosta congelata.
È il drink tradizionale minorchino: gin locale (di solito Xoriguer, distillato a Mahón) mescolato con limonata. Si beve soprattutto durante le feste patronali, ma la trovi tutto l’anno nei bar dell’isola.
Ai mercati coperti di Mahón e Ciutadella per prodotti da asporto (formaggio, sobrasada, cocarrois), oppure nei ristoranti fuori dalle zone più turistiche, dove i prezzi sono generalmente più onesti.
È esportato, ma la qualità e la varietà che trovi sull’isola, soprattutto le versioni più stagionate, sono difficili da trovare altrove. Vale la pena comprarne un pezzo da portare a casa.
Sinceramente non mi è mai capitato di vedere del queso Mahón in vendita in Italia.