Bali ti chiama da anni. Lo sai benissimo. Hai visto le foto delle risaie di Tegallalang, i templi tra le nuvole, le spiagge di Nusa Penida. E finalmente ci vai. Ma come si organizza un itinerario Bali 10 giorni senza affidarsi a un’agenzia e senza spendere una follia?
Questa guida, in vero stile Gran Bel Viaggio, è pensata per chi vuole fare le cose da sé: con la testa sul collo, il portafoglio in ordine e la voglia genuina di capire dove andare, cosa saltare e come muoversi sull’isola degli Dei.
Prima di tutto: cosa sapere su Bali
Documenti e visto
Per entrare in Indonesia serve il passaporto con almeno 6 mesi di validità residua. Arrivati in aeroporto, acquisti il Visa on Arrival (e-VOA) a circa 30 euro a persona: vale 30 giorni e si può rinnovare per altri 30. Per 10 giorni è più che sufficiente. Noi lo abbiamo fatto in anticipo online sul sito ufficiale dell’immigrazione dell’Indonesia.
Da febbraio 2024 c’è anche una tassa turistica di circa 9 euro a persona, da pagare all’arrivo. Poca cosa, ma mettila in conto.
Come arrivare a Bali dall’Italia
Non ci sono voli diretti. Gli hub principali di transito sono Dubai (Emirates), Doha (Qatar Airways), Singapore e Kuala Lumpur. I tempi di viaggio totali variano tra le 16 e le 30 ore.
Quanto costa il volo?
- Bassa stagione (settembre-maggio): da 700–900 € a/r
- Alta stagione (luglio-agosto, Natale/Capodanno): 1.400–1.700 € e oltre
- Prova a cercare il volo in giorni diversi qui, se non hai vincoli troppo stringenti sui giorni, puoi risparmiare abbastanza
Consiglio pratico: se voli in estate, inizia a cercare con 6-8 mesi di anticipo. Oppure gioca con gli scali: volare su Singapore o Kuala Lumpur, oppure atterrare prima a Java (come abbiamo fatto noi nel nostro viaggio di 10 giorni in Indonesia) e poi prendere un low-cost per Bali può far risparmiare qualcosa.
Quando andare
Il periodo migliore è da aprile a ottobre: clima secco, poco rischio di piogge improvvise. Luglio e agosto sono ottimi ma costosi e affollati. La bassa stagione (novembre-marzo) porta piogge, ma anche prezzi molto più bassi e meno turisti. Dipende da cosa cerchi.
Budget: quanto si spende a Bali in 10 giorni?
Questa è probabilmente la domanda che ti sei fatto per primo. Risposta onesta: dipende molto da come viaggi, ma Bali è ancora una destinazione accessibile.
Una stima realistica per 10 giorni, escluso il volo:
| Voce | Budget low | Budget medio |
|---|---|---|
| Alloggio (guesthouse/boutique hotel) | 8–15 €/notte | 40–60 €/notte |
| Pasti (warung + qualche ristorante) | 10–15 €/giorno | 20–30 €/giorno |
| Trasporti locali (Grab, noleggio scooter) | 5–8 €/giorno | 15–20 €/giorno |
| Ingressi/escursioni | 5–10 €/giorno | 15–25 €/giorno |
| Totale 10 giorni a persona | ~350–500 € | ~700–1.000 € |
Aggiungi volo, visto (30 €) e tassa turistica (9 €). Chi viaggia con attenzione al budget può cavarsela con 1.000–1.200 € tutto incluso (volo in bassa stagione + vita frugale sul posto).
Consigli per risparmiare:
- Mangia nei warung: un pasto completo con nasi goreng o mie goreng costa 1–3 euro. Autentico e buono. Certo non tutti sono pulitissimi, a te il giudizio di volta in volta.
- Evita birra e cocktail se sei a budget: costano quanto in Italia (2–8 €).
- Per spostarti usa Grab o Gojek invece dei taxi non tariffati: prezzi fissi, nessun rischio di fregature.
- Porta contanti in euro da casa e cambia in un cambiavalute autorizzato: eviti le commissioni bancarie sui prelievi (circa 4–5 € a transazione). O ancora meglio, preleva ai bancomat BCA e BNI e assicurati di prelevare il massimo possibile in modo da ridurre la commissione il più possibile.
Come muoversi a Bali
I trasporti pubblici sono praticamente assenti. Questo è il punto. Ecco le opzioni reali:
Noleggio scooter: 5–10 € al giorno. Il modo più economico e flessibile per esplorare l’isola. Richiede patente internazionale. Se sai guidare uno scooter e hai un minimo di dimestichezza con il traffico caotico (e a Bali è caotico davvero), potresti preferirlo. Non lo augurerei nemmeno al mio peggior nemico.
Grab/Gojek: le app di ride-sharing funzionano bene nelle zone turistiche. Economiche, trasparenti, sicure e offrono sia trasporto in motorino che in macchina. Ovviamente se siete in due, il motorino non ha senso.
Driver privato: per le giornate con molte tappe o per tratte lunghe, noleggiare un driver con auto per la giornata costa circa 40–60 €. Si può dividere in gruppo.
Attenzione al traffico: sulla carta le distanze sembrano brevi. Nella realtà, tra traffico e strade strette, 20 km può volerti tranquillamente un’ora. Non fare programmi troppo fitti.
Itinerario Bali 10 giorni: giorno per giorno
L’organizzazione più sensata per un primo viaggio a Bali è questa: Ubud → Nusa Penida → Sud di Bali. Prima l’interno verde e culturale, poi il mare spettacolare di Nusa Penida e del sud.
Nota: scordati il mare tipo Grecia o sud Italia: questo è oceano, e la differenza non è da poco.
Giorno 1 – Arrivo e ambientamento a Ubud
Arrivi, ritiri i bagagli e…sei a Bali. Il transfer dall’aeroporto di Ngurah Rai a Ubud dura circa 1,5–2 ore con Grab o Gojek: prenota in anticipo con il tuo alloggio.
Noi abbiamo dormito all’Omank Agus Homestay: gestito da una famiglia balinese che vive nella stessa struttura, atmosfera autentica, prezzo onesto. Se vuoi qualcosa di più curato, il Sweet Orange Pondok ha una piscina a sfioro e tanto verde intorno. Il Dewangga Ubud è un’altra ottima opzione con piscina e ristorante inclusi.

Il primo giorno non programmare nulla di impegnativo. Fai una passeggiata per il centro di Ubud, entra nei piccoli negozi di artigianato, siediti in un warung e mangia qualcosa. Assaggia il nasi campur: riso misto con varie portate, oppure qualunque altra cosa ti ispiri, è il modo migliore per iniziare a capire la cucina balinese con calma.

Sera: lo spettacolo di danza Kecak al tramonto è uno dei momenti più suggestivi di tutta Bali. Il palcoscenico più famoso è al tempio di Uluwatu, noi abbiamo assistito ad uno spettacolo proprio a Ubud ed è stato affascinante. Costava circa 5€.
Giorno 2 – Le risaie di Tegallalang e la Monkey Forest
Mattina presto (prima delle 8): dirigiti alle Risaie di Tegallalang. Questo è uno dei posti più fotografati di Bali e lo capirai subito: i terrazzamenti a cascata sono davvero spettacolari. Ma attenzione: non è una sosta da fare in fretta. I sentieri passano su scalini irregolari, ponti di bambù e tratti in salita. Metti in conto 2–3 ore se vuoi davvero camminare tra i terrazzamenti e non limitarti ai selfie dal bordo.

Noi lo abbiamo visitato facendo un tour di una giornata intera che ci è piaciuto tantissimo e ci ha permesso di vedere i dintorni di Ubud senza alcuna fretta.
È un ambiente unico e se hai tempo ti suggeristo di godertelo senza alcuna fretta: si tratta di uno di quei posti che si vedono una volta nella vita, sei dall’altra parte del mondo apposta per vedere queste cose spettacolari…dedicagli il tempo che meritano!
C’è un piccolo biglietto d’ingresso di circa 1€.
Cosa saltare nelle vicinanze: la “Bali Swing” sopra le risaie. Costa 35–50 € per qualche foto con l’altalena sopra la giungla. Carino in foto, deludente dal vivo. Risparmia i soldi. Classica roba da influencer-wannabe.
Pomeriggio: Monkey Forest nel centro di Ubud. Una foresta sacra abitata da centinaia di macachi dalla coda lunga. È affascinante ma richiede attenzione: le scimmie sono abituate ai turisti e non hanno paura di avvicinarsi. Tieni borse chiuse, rimuovi occhiali e cappelli se ti si avvicinano, non portare cibo in vista. L’ingresso costa pochi €.
Se la visiti con una guida potrebber darti del cibo da dare alle scimmie: segui attentamente quello che ti dice la guida dato che il modo di interagire con le scimmie segue regole ben precise per non farle agitare.
Giorno 3 – Templi e sorgenti sacre
Giornata dedicata alla parte spirituale e storica dell’isola.
Gunung Kawi: un sito archeologico straordinario, con grandi sculture templistiche scavate direttamente nella roccia vulcanica. Poco affollato rispetto ad altre tappe, molto più autentico. Putroppo per noi non c’è stato il tempo di visitarlo e ci è dispiaciuto non averlo visto.
Tirta Empul: le sorgenti sacre dove i balinesi si purificano nelle vasche di pietra. Il tempio è bellissimo e merita la visita. Trovo spesso scritta la raccomandazione di non entrare in acqua per evitare il cosiddetto “Bali belly” (il disturbo gastrointestinale del viaggiatore). Noi abbiamo fatto tutto il rito, per tutta la sua durata quindi entrando nelle vasche, immergendo la testa nell’acqua varie volte e non abbiamo avuto alcun problema. Onestamente, ti suggerisco di farlo, è la ciliegina sulla torta che rende l’esperienza unica.

Pranzo: fermati in uno dei piccoli warung vicino ai siti, spendendo 2-4 € per un pasto completo.
Sera a Ubud: passeggiata serale per il Mercato di Ubud (aperto di mattina per la parte più autentica, di sera vende souvenir). Cena in uno dei tanti ristoranti del centro di Ubud.
Giorno 4 – Monte Batur e Cascate nei dintorni di Ubud
Trekking sul Monte Batur (vulcano): richiede partenza alle 2–3 di notte per arrivare in vetta all’alba. Un’esperienza davvero potente, con vista sul cratere e sul lago. Costo con guida: 35–70 €. Si fa di solito come giornata dedicata ma il ritorno è verso metà giornata quindi volendo, e avendo energia, si può fare altro. È possibile farlo anche in Jeep. Scopri le varie opzioni per il monte Batur qui.
Cascate di Ubud: ce ne sono diverse nelle vicinanze. Noi, sempre come parte del tour che ho menzionato prima, siamo stati alla Bayad Waterfall: una piacevole passeggiata lungo un torrente e una bella cascatella (niente di imperdibile).
Giorno 5 – Giorno aggiuntivo a Ubud
Dato che in 10 giorni a Bali il tempo non manca, questa giornata la spenderei comunque a Ubud e dintorni, scegliendo quello che più vi piace. Noi per esempio siamo andati, sempre come parte di un tour, a visitare una piantagione di caffè dove abbiamo fatto anche un’ottima degustazione. Di attività nei dintorni ce ne sono molte e scegliendone una collegata alle tradizioni del posto, non rimarrete certo delusi
Giorno 6 – Trasferimento a Nusa Penida
Oggi si cambia scenario: dall’interno verde di Ubud al mare spettacolare di Nusa Penida.
Parti al mattino da Ubud verso il porto di Sanur (circa 1 ora di trasferimento). Da lì prendi la fast boat per Nusa Penida: 7–10 € a persona, circa 30–40 minuti di traversata. Il mare può essere mosso e pare che a chi guida la barca non interessi troppo il benessere dei passeggeri…..
Arrivato a Nusa Penida, sistemati e rilassati. L’isola è più selvaggia e meno sviluppata di Bali: strade sconnesse, meno servizi, più natura autentica. Esattamente il motivo per cui vale la pena venirci.
Usa la giornata per esplorare una parte dell’isola.
Dove dormire a Nusa Penida: guesthouse e piccoli hotel costano 20–50 € a notte, non economicissimi per essere a bali. Prenota in anticipo, specialmente in alta stagione. Un bel posto è il Nature View Inn.
Giorno 7 Ovest di Nusa Penida: Kelingking e dintorni
Kelingking Beach: la foto che hai visto ovunque – quella scogliera a forma di testa di dinosauro con la spiaggia paradisiaca sotto. Dal vivo è ancora più impressionante. C’è un sentiero per scendere alla spiaggia (circa 45 minuti di discesa ripida e altrettanti di risalita). Se sei in forma, fallo: la spiaggia dall’alto è spettacolare, ma da vicino è un’altra cosa. Porta acqua.

Crystal Bay: una delle spiagge più belle di Nusa Penida. Ideale per fare snorkeling (tartarughe marine frequenti) e rilassarsi nel pomeriggio. L’acqua è limpida, la spiaggia è tranquilla.
Angel’s Billabong e Broken Beach: due tappe vicine, da fare nella stessa uscita. Angel’s Billabong è una piscina naturale nella roccia (non entrare con mare mosso, ma anche con mare calmo non so quanto sia raccomandabile). Broken Beach è un arco naturale sulla scogliera con vista sul mare aperto. Entrambi da non perdere.
Giorno 8 – Est Nusa Penida e rientro a Bali
Mattina: esplora la parte est dell’isola, meno visitata e ancora più selvaggia. Atuh Beach e Diamond Beach sono due spiagge splendide e vicine, ci vuole circa un’ora e mezza di auto dalla parte ovest a queste due spiagge. Dovrai fare delle scalinate a picco sulla scogliera. Faticoso ma vale la pena.
Nel pomeriggio: imbarco a Nusa Penida e rientro verso Sanur. Transfer verso il sud di Bali: ti suggerisco di dormire nella penisola di Bukit.
Giorno 9 e 10 – Sud di Bali: Spiagge, Uluwatu e tramonto
Il sud di Bali ha un’atmosfera completamente diversa: più cosmopolita, più turistica, ma anche più comoda per chi parte il giorno dopo.
Suluban Beach (Blue Point): una delle spiagge più fotografate di Bali: ci si arriva camminando tra dei roccioni. Sulla scoglierea c’è un bar dove puoi mangiare guardando il mare.
Padang Padang Beach: Piccola, bellissima, si raggiunge scendendo una serie di gradini anche qui in mezzo alla roccia. Non la troverai mai deserta, ma la mattina presto e il tardo pomeriggio sono i momenti migliori. Caratteristici degli scogli enormi sul bagnasciuga.
Dreamland Beach: grande, con onde bellissime e sabbia bianca. Una delle spiagge più accessibili del Bukit, piena di gente a fare surf. Qui emerge con forza il grande contrasto di bali: se guardi verso il mare ti sembra di essere, come effettivamente sei, in un paradiso del sud est asiatico. Se però ti giri dall’altra parte, vedi subito l’impatto sia del turismo di massa, sia dell’approccio alla gestione dei rifiuti di questa isola.


Pandawa Beach: si accede da una strada scavata nella roccia, con pareti di calcare a strapiombo. L’ingresso è scenografico, con la strada che corre in mezzo a pareti di roccia. Più adatta al relax che alle onde. La spiaggia è molto lunga, quando ci siamo stati noi una parte era stata erosa dall’oceano, ma camminando per pochi minuti abbiamo trovato un vero e proprio paradiso.

Balangan Beach: piccola, meno affollata delle altre, ottima per chi cerca un po’ di pace.
Una nota sulla spiaggia di Bingin: pare fosse una delle spiagge più belle del Bukit, ma da un po’ di tempo è inutilizzabile a causa dei lavori di rimozione delle strutture abusive che la invadevano.
Nusa Dua: Una delle nostre preferite, che abbiamo trovato praticamente deserta. Da non perdere
Tempio di Uluwatu: arroccato su una scogliera a 70 metri sul mare, è uno dei templi più scenografici di Bali. Prendi un sarong (il drappo colorato che si avvolge attorno alla vita) all’ingresso: è obbligatorio per entrare. Attenzione alle scimmie anche qui: stessa storia di Ubud. Prenota il biglietto in anticipo (circa 10–15€, con spettacolo Kecak).
Lo spettacolo Kecak al tramonto a Uluwatu è probabilmente la cosa più bella che puoi vedere sull’isola, in caso non avessi avuto modo di vederlo a Ubud. Il fuoco, i cori, la scogliera sullo sfondo, il sole che tramonta sul mare. Prenota il biglietto in anticipo (circa 10–15 €): si esauriscono.
Cena a Jimbaran: la baia famosa per i ristoranti di pesce sulla spiaggia. Non è la cosa più economica di Bali (un pasto completo con pesce fresco: 20–35 € a persona), ma è un’esperienza che vale la pena fare almeno una volta.
Cosa evitare: Kuta è la zona più caotica, rumorosa e turistificata del sud di Bali (indovina dove abbiamo dormito noi? Sì esattamente qui, all’Hotel Bakung Sari. A meno che tu non voglia vita notturna intensa, puoi tranquillamente saltarla.
Dove dormire a Bali: consigli pratici
Bali offre ogni tipo di alloggio. La scelta dipende dal tuo stile.
Ubud (giorni 1–5):
- Budget: guesthouse con colazione inclusa da 15-25 € a notte
- Medio: boutique hotel immersi nella natura, con piscina, da 50–80 € a notte
- Omank Agus Homestay: abbiamo passato varie notti in una delle camere di questo homestay. Atmosfera autentica, gestito da una famiglia che vive nello stesso complesso.
- Sweet Orange Pondok: uno splendida struttura immersa nella natura balinese, con piscina a sfioro, tantissimo legno e atmosfera tipica.
- Dewangga Ubud: una sistemazione incantevole proprio a Ubud con tanto di ristorante e piscina immersa nella natura.
Nusa Penida (giorni 6–8):
- Le strutture sono più semplici rispetto a Bali. Non aspettarti hotel di lusso.
- Budget: 15–35 € a notte per una camera privata pulita
- Prenota sempre prima: l’offerta è limitata
- Prenota al Nature View Inn
Sud di Bali (giorni 8–10):
- Canggu: atmosfera giovane, tanti café e coworking. Da 30 € a notte per una stanza decente.
- Seminyak: più elegante, prezzi un po’ più alti. Da 50 € a notte.
Cosa mettere in valigia
- Abbigliamento leggero e traspirante (fa caldo e umido)
- Scarpe chiuse per i trekking e sandali per la spiaggia
- Repellente per zanzare (serio: non dimenticarlo, specialmente a Ubud). Nei negozi troverai in vendita il mitico “Soffel”. Sarà il profumo più costante della tua vacanza.
- Protezione solare alta (il sole è forte)
- Non abbiamo avuto problemi con le prese a 2 pin classiche
Consigli finali da chi viaggia con la testa
Non sovraccaricare le giornate. Le distanze su una mappa sembrano poca cosa, ma il traffico balinese – specialmente vicino a Ubud e nel sud – può trasformare uno spostamento di 15 km in un’ora di coda. Pianifica 2–3 tappe al giorno, non 6.
Fidati dei warung. Il cibo di strada e i ristorantini locali non sono solo più economici: sono più buoni. Il nasi goreng fatto in un buco nel muro vale dieci volte il pad thai del ristorante di alto livello per turisti. Attenzione però all’igiene, valuta di volta in volta.
Rispetta i luoghi sacri. Bali è profondamente spirituale. Entra nei templi con rispetto (sarong, spalle coperte, silenzio). Non calpestare le offerte votive che trovi per terra (i canang sari con fiori e incenso).
Porta pazienza con il Bali belly. Prima o poi capita a quasi tutti: disturbi intestinali da cibo o acqua. Rimedi pratici: bevi solo acqua in bottiglia, evita il ghiaccio di dubbia provenienza, non mangiare pesce o carne che sembrano essere lì da un po’. Porta con te qualche bustina di sali minerali e un antidiarroico. A noi è andata bene, ma pare essere più frequente di quanto si possa pensare.
Questo articolo fa parte delle guide di Gran Bel Viaggio relative a Bali. Se ti interessa un itinerario di 7 giorni a Bali lo puoi trovare qui. Ti consiglio anche di leggere la nostra guida definitiva a Bali e il nostro itinerario di 10 giorni in Indonesia che include anche l’isola di Java.