Ubud non è solo la “Bali spirituale” da cartolina. È risaie a due passi dal centro, traffico di scooter, yoga ovunque (anche dove non serve) e un sacco di cose gratuite o quasi che vale la pena vedere prima di pagare per le solite trappole turistiche. In questa guida ti dico cosa vedere a Ubud con calma, cosa saltare senza rimorsi e come muoverti senza spendere una fortuna.
Quanto tempo serve per vedere Ubud
Due o tre giorni pieni bastano per il centro e i dintorni più vicini. Se vuoi aggiungere anche le escursioni più lontane (vulcano Batur, Sidemen, le cascate più belle), meglio calcolare 4-5 giorni. Noi abbiamo girato tutto a piedi e in auto usando Grab per uscire da Ubud, ed è decisamente il modo più comodo: i taxi a Ubud sono pochi e spesso più cari del previsto. Assolutamente sconsigliati.
Cosa vedere a Ubud: il centro
Ubud Palace (Puri Saren Agung)
È gratuito, si visita in venti minuti ed è proprio sulla piazza centrale. Non aspettarti la maestosità di un palazzo reale europeo: è più un complesso di cortili in stile balinese, ma vale la sosta perché è di passaggio comunque per il mercato.

Mercato di Ubud
Il mercato tradizionale (quello vero, non quello per turisti al piano superiore) è interessante la mattina presto, quando i locali comprano frutta, fiori per le offerte (dei cestini che troverai ovunque per strada e di fronte ad ogni casa a Ubud) e spezie. Al piano di sopra trovi souvenir, ma i prezzi iniziali sono gonfiati: contratta sempre, puoi arrivare a pagare anche la metà di quanto chiesto inizialmente.
Saraswati Temple
Piccolo tempio con un laghetto di piante di loto, praticamente accanto al palazzo di Ubud.
Spettacolo di Danza Kecak
Se hai occasione, e non dovrebbe essere difficile trovarlo, vai a vedere uno spettacolo di danza Kecak: si tratta di una danza alla quale partecipano decine di persone e alcune danzatrici. Tutto ruota attorno al fuoco ed è accompagnato da musica prodotta esclusivamente con la voce dei partecipanti.
Le risaie vicino a Ubud
Su internet si trova veramente di tutto. Noi abbiamo visitato le risaie a terrazzamenti di Tegallalang e mi sento assolutamente di suggerirne la visita a chiunque. L’ingresso costa poco più di 1€ e se le visitate in un tour organizzato sarà incluso. Noi abbiamo trovato pochissime persone, zero fila, parcheggio immediato e veramente nessuna rottura.
Lo spettacolo che ti si presenterà è qualcosa di indimenticabile. Si tratta semplicemente di una zona collinare, i due versanti di una piccola valle, su cui viene coltivato il riso. Niente di più banale dirai. Giusto! Solo che ha letteralmente l’aspetto del paradiso. Dato che mai più che qui una foto vale mille parole, lascio parlare una (delle 100) foto che ho fatto a Tegallalang.
C’è anche la famosa Bali Swing, un’altalena a strapiombo sulla risaia dove molte ragazze vogliono farsi fotografare indossando un abito lungo che sventola (l’altalena è a pagamento, così come il noleggio dell’abito). Si tratta di un’attrazione molto forte per chi vuole raccontarsi come influencer, ma onestamente lascia il tempo che trova. Pare che spesso ci sia da fare anche la fila per farlo: non quando ci siamo stati noi, ma non lo abbiamo fatto.

Passeggiata lungo la cresta di Campuhan
Una delle cose migliori da fare a Ubud, e completamente gratuita. È un sentiero che corre sul crinale di una collina, tra erba alta ed effetti molto fotogenici, con vista sulla vallata. Si fa in circa un’ora e mezza andata e ritorno dato che sono circa 2km, meglio partire presto al mattino per evitare il caldo e la folla. Inizio del percorso vicino al tempio Gunung Lebah.
Monkey Forest
La foresta delle scimmie è una delle attrazioni principali di Ubud. È un santuario vero, una zona protetta e vissuta dagli abitanti di Ubud.
Noi lo abbiamo visitato proprio durante un’importante celebrazione a cui abbiamo potuto assistere. Purtroppo a causa della festività speciale alcune zone del santuario erano chiuse e abbiamo quindi potuto vedere e interagire con le scimmie soltanto lungo il perimetro del santuario. Non è stato certo un problema, le scimmie vengono a cercare il contatto con gli umani (e il cibo…). Bisogna fare un minimo di attenzione: le scimmie sono abituate ai turisti e possono essere moleste rubando borse, occhiali, telefoni e bottiglie d’acqua. Se visiti la monkey forest con una guida sarà la guida a spiegarti come interagire nel migliore dei modi con le scimmie.

Tirta Empul: il tempio dell’acqua sacra
Tirta Empul è uno dei posti che ricordi con piacere anche molto tempo dopo. Non perché sia spettacolare da fotografare, lo è, ma non è quello il punto, ma perché è uno dei pochi luoghi a Bali dove senti davvero di essere entrato in qualcosa che non appartiene al turismo.
È un tempio induista attivo, costruito intorno a sorgenti d’acqua che i balinesi considerano sacre da oltre mille anni. Ogni giorno, i fedeli entrano nelle vasche e si purificano sotto le fontane di pietra secondo un rituale preciso: pregano, offrono fiori e incenso, poi passano di fontana in fontana lasciando scorrere l’acqua sulla testa. Non è una performance per i turisti. Succede ogni mattina, con o senza visitatori.

Come funziona la visita e il percorso nell’acqua
All’ingresso ti viene dato un sarong (incluso nel biglietto, o puoi portare il tuo) da indossare obbligatoriamente, non è un optional decorativo. Poi puoi scegliere: guardare dalla passarella esterna oppure entrare nell’acqua e fare il percorso di purificazione.
Se decidi di entrare – noi lo abbiamo fatto e lo consigliamo – sai già che ti bagni dall’inizio alla fine. Quando siamo andati noi stava addirittura piovendo forte: è stata un’esperienza molto bella.
Portati qualcosa di asciutto da mettere dopo, o almeno un pareo. L’acqua è fredda, pulita, e il percorso segue un ordine ben definito: ci sono 15-20 trenta fontane di pietra che porta acqua nelle due grandi vasche e si procede da sinistra a destra, fermandosi sotto ognuno. Alcuni beccucci sono riservati ai soli balinesi per rituali specifici. Uno, mi pare il penultimo, lo dovrai saltare. Non sarà difficile individuare di quale si tratta, basta guardare cosa fanno gli altri.
Non è necessario essere induisti per partecipare. L’unica regola è il rispetto: niente selfie dentro le vasche, silenzio nelle aree di preghiera, nessuna fretta. La pace e l’atmosfera rendono tutto davvero affascinante e concreto, non turistico.
Le offerte: cosa si fa e cosa si porta
Attorno alle vasche troverai piccoli cestini di fiori, i canang sari, le offerte tradizionali di foglie e fiori che trovi in ogni angolo di Bali, cosí come all’inizio del percorso, prima di avvicinarti alle vasche, con un grande tavolo pieno di offerte e incenso acceso: potrai inginocchiarti di fronte a questo tavolo e pregare. Se vuoi partecipare in modo più autentico puoi acquistare un’offerta proprio fuori dalle vasche, per pochi spiccioli.
Quando andare (e cosa evitare)
Generalmente viene suggerito di andare la mattina presto, entro le 8 dato che dopo le 9-10 arrivano i tour di gruppo. Noi, probabilmente complice una pioggia che ci ha accompagnato durante quelle ore, non ci abbiamo trovato quasi nessuno.
Cosa saltiamo (e perché)
- I tour “spirituali” organizzati con più templi in un giorno: spesso sono solo soste fotografiche di dieci minuti l’una, pagate care, senza nessun reale approfondimento.
- Ristoranti proprio nella zona estremamente centrale di Ubud: prezzo più alto, praticamente europeo. Bastano due isolati più in là per pagare la metà e magari mangiare meglio.
Mappa: come orientarsi a Ubud
Per orientarti, tieni a mente che Ubud si sviluppa lungo poche strade principali: Jalan Raya Ubud (l’asse centrale, dove si trovano il palazzo e il mercato), Monkey Forest Road (che scende verso la foresta delle scimmie) e Jalan Hanoman, parallela, più tranquilla e piena di ristoranti economici e buoni. La Campuhan Ridge Walk parte a ovest, vicino al ponte sul fiume. Le risaie e Tirta Empul sono più a nord.
Come muoversi
Usa app come Grab o Gojek funzionano bene a Ubud per spostamenti brevi e hanno prezzi fissi, quindi niente contrattazioni con i tassisti. Puoi scegliere sia trasporto in motorino che in auto.

Quanto costa vedere Ubud
Calcolando ingressi ai templi principali, Monkey Forest e qualche escursione, un budget di 15-20 euro al giorno a persona è realistico, pasti inclusi se mangi dove mangiano i locali (warung, non i locali patinati per turisti).
Questa guida è un approfondimento su Ubud fa parte della guida completa a Bali di Gran Bel Viaggio dove puoi trovare l’itinerario a Bali per 7 giorni e quello per 10 giorni. Tutte fanno parte della sezione dedicata all’Indonesia. Se stai per visitare questa nazione potrebbe interessarti l’itinerario in Indonesia di 10 giorni: cosa vedere tra Jakarta, Yogyakarta e Bali.
Domande frequenti su cosa vedere a Ubud
Due o tre giorni sono sufficienti per il centro e le attrazioni più vicine. Con escursioni più lontane (Batur, Sidemen) meglio aggiungere uno o due giorni.
No, l’ingresso e il parcheggio sono a pagamento, ma sono cifre irrisorie, oltre alle altalene panoramiche che costano un po’ di più.
Sì, ma con attenzione a oggetti personali come occhiali, telefoni e bottiglie, perché le scimmie sono abituate a interagire con i turisti.
È il modo più economico e comodo per muoversi, ma il traffico è caotico e pericoloso. In alternativa, le app di trasporto funzionano bene (Grab e Gojek).
La stagione secca, da aprile a ottobre, è la più consigliata per camminate ed escursioni all’aperto senza il rischio di piogge improvvise.
