Sette giorni a Bali. Non sono tantissimi, ma con un piano decente riesci a vedere le cose che contano davvero, senza sentirti in gita scolastica e senza diventare povero.
La verità è che Bali in una settimana si può fare, a patto di non voler fare tutto. Chi cerca di infilare ogni angolo dell’isola in sette giorni finisce per passare metà del tempo in macchina nel traffico, e Bali ha un traffico che non auguri neanche al tuo peggior nemico. Quindi: scegli, concentrati, goditi.
Questo itinerario Bali 7 giorni è pensato per chi arriva per la prima volta, vuole vedere le cose più classiche senza svenarsi, e non ha intenzione di tornare a casa esausto. Si basa su quello che abbiamo vissuto direttamente, inclusi gli errori, così li eviti tu.
Prima di partire: le basi per non trovarsi impreparati
Alcune cose da sistemare prima di imbarcarti, perché scoprirle all’arrivo è scomodo.
Il visto è obbligatorio per gli italiani: si chiama Visa on Arrival (VOA), vale 30 giorni ed è rinnovabile. Costa circa 30€. Puoi farlo direttamente all’aeroporto oppure richiedere l’e-visa prima di partire dal sito ufficiale dell’immigrazione indonesiana. Noi abbiamo optato per quella online e non abbiamo avuto nessun problema.
I soldi: la valuta locale è la rupia indonesiana (IDR). I bancomat dei circuiti internazionali funzionano nelle zone turistiche, quelli di BCA e BNI hanno commissioni più basse. Evita i cambiavalute per strada.
L’app che ti cambia il viaggio: scarica Grab e Gojek prima di partire. Sono le app di ride-sharing locali, funzionano bene nelle zone turistiche e costano una frazione dei taxi tradizionali. In dieci giorni in Indonesia abbiamo speso circa 100€ usando Grab per tutto, dagli spostamenti brevi alle tratte più lunghe come Denpasar–Ubud. Ufficialmente non è consentito a Bali, ma i driver, se ho capito bene, sono registrati sull’isola di Giacarta…insomma, non avrai mai problemi a trovare un’auto che ti porti in giro.
L’acqua: non bere mai quella del rubinetto, nemmeno per lavarti i denti. Bottiglie di plastica ovunque, purtroppo, e l’impatto è molto visibile purtroppo. Molti hotel le forniscono gratis in camera.
Nei templi: spalle e gambe coperte, sempre. Sarong e fasce li trovi direttamente all’ingresso, di solito inclusi nel biglietto o disponibili a noleggio per pochi centesimi.
Itinerario Bali 7 giorni: la struttura
Prima di entrare nei dettagli giorno per giorno, ecco la logica dell’itinerario:
- Giorni 1–2: Ubud – il cuore culturale, risaie, templi, foreste
- Giorno 3: Monte Batur – trekking all’alba dal vulcano (sempre da Ubud)
- Giorno 4: Nusa Penida – l’isola selvaggia, da Sanur in traghetto in giornata
- Giorno 5: Canggu – surf, tramonto, transfer verso sud
- Giorni 6–7: Uluwatu e penisola di Bukit – templi, scogliere, spiagge nascoste
Non è l’unico modo di organizzare la settimana, ma è quello che ottimizza i trasferimenti, evita i doppi ritorni e ti fa vivere ogni zona con il giusto ritmo.
Giorno 1 – Arrivo e prime ore a Ubud
L’aeroporto internazionale Ngurah Rai (DPS) si trova a Denpasar, nella parte sud dell’isola. Se arrivi nel tardo pomeriggio o la sera, non perdere tempo: prendi un Grab fino a Ubud (40–50 minuti senza traffico, anche 90 con quello serale) e sistemati.
Ubud è la scelta giusta come prima base: è il cuore culturale di Bali, ha una buona offerta di sistemazioni per tutti i budget, e la mattina dopo sei già nel mezzo delle cose più interessanti.
Dove dormire a Ubud
Noi abbiamo dormito all’Omank Agus Homestay: gestito da una famiglia balinese che vive nella stessa struttura, atmosfera autentica, prezzo onesto. Se vuoi qualcosa di più curato, il Sweet Orange Pondok ha una piscina a sfioro e tanto verde intorno. Il Dewangga Ubud è un’altra ottima opzione con piscina e ristorante inclusi.
La prima sera: cena in un warung locale vicino al centro, vai a letto presto. Domani si parte sul serio.
Giorno 2 – Ubud: risaie, templi e scimmie
Il secondo giorno è dedicato ai classici di Ubud. La cosa più intelligente che puoi fare è prenotare un tour guidato della zona che in una giornata ti porta nei posti principali senza stress da logistica. Lo abbiamo fatto anche noi e, contro ogni aspettativa, è stato rilassante e ben organizzato. Il tempo risparmiato in spostamenti autonomi è tantissimo, e le guide conoscono gli orari giusti per evitare il peggio della folla.
Le risaie di Tegallalang sono le più iconiche di Bali, quelle che hai visto mille volte su Instagram. Sono genuinamente belle. Pare che solitamente ci sia folla, noi non ne abbiamo trovata. Ingresso gratuito.

Pura Tirta Empul è il tempio delle acque sacre dove i balinesi vengono a purificarsi nelle fontane. A differenza di molti altri templi sull’isola, qui l’attività religiosa è reale, non messa in scena per i turisti. Rispetta il silenzio, porta il sarong, non fare selfie mentre la gente prega.

Monkey Forest è divertente ma richiede attenzione: le scimmie rubano tutto: occhiali, cappelli, telefoni. Tieni tutto nascosto nelle tasche o nella borsa. Ingresso circa 5€, di solito includono anche del cibo da dare alle scimmie, che al contrario di quanto si legge in giro sono abbastanza amichevoli.

Il mercato di Ubud: se vuoi fare acquisti autentici, vai prima delle 7 di mattina quando i locali lo usano davvero. Dopo le 9 è un bazar per turisti con prezzi gonfiati. Tratta sempre il prezzo.
Campuhan Ridge Walk: se hai ancora energie nel tardo pomeriggio, questa passeggiata gratuita tra colline e risaie vale la pena. Partenza dall’incrocio di Campuhan.
Quanto spendo oggi? Tour organizzato: 30–50€ a persona. Pasti: 5–10€ totali mangiando nei warung. Ingresso attrazioni: 5–10€.
Giorno 3 – Trekking al Monte Batur
Sveglia alle 2:30 di mattina. Lo so, è un’impresa. Ma il trekking al Monte Batur, il vulcano attivo a nord di Ubud, è uno di quei posti dove la fatica si ripaga interamente se il cielo è limpido.
La partenza per la cima è solitamente alle 3-4 di mattina per arrivare all’alba. Ci vogliono circa 2 ore di salita. La vista dal cratere con il lago Batur sottostante e, quando le condizioni lo permettono, il Rinjani sullo sfondo, è qualcosa che rimane.
Se la camminata non fa per te, esiste anche l’opzione fuoristrada che porta comunque in quota un’esperienza diversa, meno scenografica, ma comunque bella.
Le guide locali sono obbligatorie e incluse nel prezzo del tour. Costo con guida e trasporto da Ubud: 15-40€ a persona. In alcuni tour ti cuociono anche le uova nel vapore del vulcano. Non è un’invenzione, è una cosa reale.
Il rischio principale: le nuvole. Non c’è modo di sapere in anticipo se il cielo sarà limpido quella mattina. È il prezzo dell’avventura.
Rientro a Ubud per pranzo, pomeriggio libero per recuperare il sonno o esplorare il centro.
Trasferimento serale: prendi un Grab fino a Sanur (sulla costa est di Denpasar) la sera stessa, o al massimo la mattina dopo molto presto. Domani prendi il traghetto per Nusa Penida.
Giorno 4 – Nusa Penida: l’isola selvaggia
Nusa Penida è la grande isola a sudest di Bali, raggiungibile con un traghetto veloce da Sanur in 30-45 minuti. Costa 5-8€ a tratta. Parti la mattina presto, le partenze sono frequenti e conviene prenotare il biglietto in anticipo nei periodi affollati.
Nusa Penida è diventata famosa per Kelingking Beach, la foto più iconica dell’intera Indonesia: la roccia a forma di dinosauro che scende verso il mare.
Ma è un posto ancora selvaggio nell’entroterra, con strade dissestate e pochi servizi. I luoghi più visitati però sono presi letteralmente d’assalto.
Kelingking Beach: arrivaci entro le 9 di mattina, dopo è una fila continua per lo stesso selfie. La discesa verso la spiaggia vera è impegnativa con scogliere ripide, non adatta a tutti, ma fattibile. Il belvedere in cima è già spettacolare.

Angel’s Billabong e Broken Beach: a poca distanza l’una dall’altra. Angel’s Billabong è una piscina naturale nella roccia con acqua cristallina, attenzione alle maree, informati prima di entrare in acqua. Broken Beach è un arco naturale con vista sull’oceano.
Crystal Bay: la spiaggia più bella di Nusa Penida, acqua turchese, fondali ottimi per lo snorkeling.
Consiglio pratico: le strade dell’isola sono pessime, muoviti con un driver locale (li trovi al porto o prenotali online). I tour organizzati da Bali sono comodi ma spesso superficiali: sarebbe ideale starci una notte, ma in questo esempio di tour non è possibile. Se decidi di passare una notte sull’isola potresti dormire al Nature View Inn.
Rientro a Bali in serata verso Sanur, poi transfer verso Canggu per la notte.
Giorno 5 – Canggu: surf e tramonto
Canggu negli ultimi anni è diventata la base dei surfisti, dei nomadi digitali e dei giovani viaggiatori. Ha un carattere molto diverso da Ubud: più occidentalizzata, più cara, più caotica nel traffico. Ma ha anche spiagge con onde vere, scuole di surf, caffetterie con wifi decente e ottimo street food.
Se non hai mai fatto surf, questa è probabilmente la migliore occasione della tua vita per provarlo. Le scuole di Canggu costano 25-40€ per una lezione da 2 ore con tavola e istruttore. Echo Beach e Batu Bolong Beach sono le spiagge principali: sabbia nera vulcanica, onde belle (che apprezzeresti se sapessi surfare), non spiagge da relax tranquillo ma con movimento.
Il tramonto a Echo Beach è uno dei più conosciuti di Bali. Arrivaci con un po’ di anticipo, siediti con qualcosa da mangiare dal mercatino vicino o portati qualcosa, e goditi lo spettacolo.
Cosa evitare: il traffico di Canggu tra le 17 e le 19 è un incubo, soprattutto nella zona di Batu Bolong e Berawa. Se devi spostarti in quelle ore, metti in conto il doppio del tempo.
Dove dormire a Canggu: la zona di Pererenan (leggermente più a nord) ha lo stesso carattere ma meno affollamento e prezzi più bassi.
Opzioni valide per dormire a Ganggu:
La sera stessa o al mattino dopo, transfer verso la penisola di Bukit.
Giorno 6 – Uluwatu: tempio sulla scogliera e Kecak al tramonto
La penisola di Bukit è la parte sud di Bali – paesaggio più arido, scogliere bianche a picco sul mare, spiagge nascoste raggiungibili solo a piedi. È la Bali meno “balinese” nell’aspetto, ma ha un fascino tutto suo.
Tempio di Uluwatu (Pura Luhur Uluwatu): uno dei sei templi sacri di Bali, arroccato su una scogliera a 70 metri sul mare. Una delle attrazioni più fotografate di Bali. Anche qui ci sono le scimmie: stesso discorso del Monkey Forest: occhiali, cappello e telefono ben nascosti.
Il Kecak Fire Dance: ogni sera alle 18, all’aperto sulle scogliere di Uluwatu, si tiene questo spettacolo di danza tradizionale balinese. Un coro di voci umane (nessuno strumento) accompagna i movimenti dei danzatori mentre il sole tramonta sul mare. Costa circa 10€ ed è uno dei momenti più autentici che puoi vivere a Bali.
Prenota l’accesso al tempio e la Kekak Fire Dance in anticipo.
Padang Padang Beach: la spiaggia resa famosa dal film “Mangia Prega Ama”. Piccola, bellissima, si raggiunge scendendo una serie di gradini nella roccia. Non la troverai mai deserta, ma la mattina presto e il tardo pomeriggio sono i momenti migliori.
Suluban Beach (Blue Point): una delle spiagge più fotogeniche di Bali, si raggiunge passando tra le rocce. C’è un bar sulla scogliera davanti dove puoi mangiare guardando il mare. Perfetta anche per i surfisti.
Giorno 7 – Spiagge del Bukit e rientro
L’ultimo giorno è per le spiagge del Bukit.
Dreamland Beach: grande, con onde bellissime e sabbia bianca. Una delle spiagge più accessibili del Bukit, adatta sia al bagno che al surf. Qui è estremamente evidente il grande contrasto di bali: su questa spiaggia se guardi verso il mare ti sembra di essere, come effettivamente sei, in un paradiso del asiatico. Se però volti le spalle al mare, ti rendi conto dell’impatto dell’overtourism in una realtà come Bali, che si è adattata a gestirlo ma che non riesce, e non può riuscite, a gestirne così tanto.


Pandawa Beach: si accede da una strada scavata nella roccia, con pareti di calcare a strapiombo. L’ingresso è scenografico, la spiaggia è ampia. Più adatta al relax che alle onde. La spiaggia è molto lunga, quando siamo andati noi la parte a ovest era stata consumata dall’oceano, ma camminando qualche minuto verso ovest abbiamo trovato una zona bellissima (vedi foto).

Balangan Beach: piccola, meno affollata delle altre, ottima per chi cerca un po’ di pace. Ci si arriva con un breve sentiero a piedi.
Una nota su Bingin: era una delle spiagge più belle del Bukit, ma al momento è praticamente inutilizzabile a causa dei lavori di rimozione delle strutture abusive che la invadevano. Potrebbe riaprire nel corso del tempo: prima di andarci verifica le ultime informazioni.
Nusa Dua: se hai tempo nel pomeriggio e vuoi una spiaggia più tranquilla e organizzata, Nusa Dua è la zona sud con spiagge ben tenute e acque più calme. Più turistica e strutturata rispetto al Bukit. È stata una delle nostre preferite, anche perché su questa spiaggia enorme eravamo soltanto in 2 per gran parte del tempo. Si trova dentro una zona gestita da vari grandi resort, ma l’accesso è gratuito e qualunque driver vi porterà qui attraversando tutta la zona privata senza problemi.
Transfer all’aeroporto: il Ngurah Rai Airport è nella zona di Kuta, raggiungibile in 20-40 minuti dal Bukit a seconda del traffico, che potrebbero però tranquillamente trasformarsi in 1h 30m min a causa della totale imprevedibilità del traffico. Prendi un Grab con molto anticipo.
Budget per 7 giorni a Bali: quanto spendi?
Bali può essere economicissima o cara, dipende interamente da dove dormi, cosa mangi e come ti muovi.
Una nota importante sui warung: sono ovunque e sono il modo più economico per mangiare. Ma le condizioni igieniche variano molto. Noi abbiamo sempre preferito spendere qualche euro in più scegliendo posti che ci sembravano ragionevoli dal punto di vista della pulizia. Libera scelta, ma tienilo presente.
| Voce | Budget contenuto | Budget medio |
|---|---|---|
| Alloggio | 15–30€/notte | 50–100€/notte |
| Pasti | 3–6€/giorno (warung) | 15–25€/giorno (ristoranti) |
| Spostamenti (Grab/Gojek) | 10–15€/giorno | 15–20€/giorno |
| Ingressi e attività | 5–10€/giorno | 10–20€/giorno |
| Tour organizzati | 30–50€ (una volta) | 50–80€ (una volta) |
| Trekking Monte Batur | 15–40€ | 15–40€ |
| Traghetto Nusa Penida A/R | 10–16€ | 10–16€ |
| Totale 7 giorni | ~350–500€ | ~700–1.000€ |
Non sono inclusi volo e visto. Con voli da Milano intorno ai 700-900€, un viaggio completo a Bali in una settimana si può fare con circa 1.200-1.500€ in totale, gestendo bene le spese.

Come muoversi: il punto fondamentale
Bali non ha trasporto pubblico. O meglio, ci sono dei bus ma non ha senso nemmeno pensare di utilizzarli. Le opzioni sono:
Grab e Gojek sono la scelta migliore per chi non vuole guidare. Si prenotano dall’app, il prezzo è fisso prima di salire, nessuna trattativa. Noi abbiamo preferito Grab: le avevo installate entrambe, per qualche motivo la prima app che ci ha permesso di trovare un driver e capire cosa stessimo facendo è stata Grab, e l’abbiamo usata per tutto il viaggio. Funzionano bene in tutte le zone turistiche principali. L’unico limite: nelle zone più remote potrebbero non esserci driver disponibili.
Scooter a noleggio: 5-10€ al giorno, massima libertà. Ma il traffico intorno a Kuta, Seminyak e Canggu è caotico, e la guida in Indonesia segue regole proprie (diciamo così, o meglio, è una bolgia). Se non sei abituato a guidare in contesti caotici, meglio evitare.
Driver privato a giornata: 40-60€ per giornata intera. Ottimo per le escursioni lunghe come il Monte Batur o un giro tra più templi lontani tra loro. Chiedilo al tuo hotel.
Da evitare: i taxi bianchi stazionati davanti agli hotel. Prezzi gonfiati e trattative infinite.
Cosa puoi saltare (e perché)
Bali ha più attrazioni di quante tu possa vedere in una settimana o in un mese. Alcune non valgono il tempo.
Tanah Lot: il tempio sullo scoglio in mezzo al mare è la cartolina per eccellenza di Bali. Sembra bellissimo nelle foto. Dal vivo è quasi impossibile avvicinarsi per la folla, il piazzale intorno è diventato un centro commerciale, e il tramonto lo vedi a stento. Triste, ma è così. Puoi saltarlo senza rimpianti.
Kuta: rumorosa, caotica, piena di locali per turisti e souvenir di plastica. Può valere una sera per la vita notturna, ma non è dove vuoi dormire se cerchi un’esperienza autentica. Noi abbiamo dormito lì non sapendo cosa ci aspettasse: la zona in sé non è male, ma il traffico è infernale e la spiaggia di Kuta viene letteralmente spazzata via dalle onde ogni due giorni. Non è il mare da sogno che ti aspetti.
Seminyak: è la versione più curata di Kuta, con beach club e ristoranti migliori. Se vuoi un tramonto con spritz in mano su una sdraio con vista oceano, questo è il posto giusto ma preparati a pagare 15€ un cocktail. In un paese dove una notte in hotel con piscina può costare 25€, è un segnale che sei nel posto più caro dell’isola.
Il consiglio: usa queste zone come base logistica solo se arrivi tardi o riparti la mattina dopo: l’aeroporto è vicino. Per il resto, Canggu, Ubud e Uluwatu ti danno molto di più.
Domande frequenti sull’itinerario Bali 7 giorni
Sono sufficienti per vedere i posti principali, ma non aspettarti di fare tutto. Sette giorni ti permettono di scegliere: Ubud, una zona del sud (Canggu o Bukit), e una gita a Nusa Penida. Chi vuole esplorare anche il nord dell’isola (Lovina, cascate di Munduk, il lago Bratan) ha bisogno di almeno 10-14 giorni.
La stagione secca va da aprile a ottobre, con luglio e agosto che sono il periodo migliore – ma anche con più folla e prezzi più alti. Il “punto dolce” sono maggio-giugno e settembre-ottobre: clima buono, meno turisti, prezzi ragionevoli. La stagione delle piogge (novembre-marzo) offre prezzi più bassi e paesaggi più verdi, con piogge concentrate in poche ore al giorno – non necessariamente un problema.
Non è la scelta più pratica per chi non conosce le strade locali. Il traffico nelle zone turistiche è intenso e la guida è caotica. Grab e Gojek funzionano bene e costano meno di un noleggio con le relative preoccupazioni. Il driver privato a giornata è la scelta migliore per le escursioni lunghe.
Sì. I cittadini italiani devono ottenere il Visa on Arrival (VOA), che costa circa 30€ e vale 30 giorni. Si fa direttamente all’aeroporto oppure online in anticipo sul sito ufficiale dell’immigrazione indonesiana.
Sì, ma è riduttivo. I punti principali (Kelingking, Angel’s Billabong, Crystal Bay) si vedono in una giornata intensa, ma fermarsi una notte sull’isola permette di vivere il posto con più calma e di evitare i momenti di punta della folla.
Nei warung locali puoi mangiare un pasto completo con 1,5–3€. In ristoranti più curati si spendono 8-15€ a pasto. Nelle zone come Seminyak o i beach club di Canggu i prezzi si avvicinano a quelli europei.
Bali è generalmente una destinazione sicura. Il rischio principale è la strada: il traffico è caotico e la guida in scooter può essere pericolosa per chi non è abituato. Usa Grab e Gojek, bevi solo acqua in bottiglia, e tieni d’occhio le scimmie nei templi e nelle foreste (rubano qualsiasi cosa trovino).
Assolutamente sì. È uno degli spettacoli più autentici che puoi vedere a Bali: danza tradizionale balinese con coro di voci umane, all’aperto sulle scogliere al tramonto. Costa circa 10€ e si prenota in anticipo. Non mancarlo. Prenotalo qui.
Questo itinerario è pensato come punto di partenza. Se vuoi approfondire ogni zona – budget dettagliato, dove dormire, cosa mangiare, templi da non perdere e come muoverti – leggi la nostra guida completa a Bali che copre l’isola zona per zona.
Se invece stai pensando a un viaggio più lungo che include anche Jakarta e Yogyakarta, dai un’occhiata al nostro itinerario Indonesia in 10 giorni.